Salute intima a rischio? Occhio all’intestino!

Salute intima a rischio? Occhio all’intestino!

Inutile curare vaginiti, cistiti e altri disturbi ginecologici se non si risale alla causa del problema. Che talvolta è là dove non ti aspetti…

 

C’è una nuova strategia per affrontare i disturbi dell’apparato uroginecologico. Un approccio interdisciplinare che non si limita a curare le affezioni genitali ma tiene conto delle complesse interazioni tra intestino e parti intime.

«E poiché l’intestino dialoga con l’apparato urogenitale, non solo per vicinanza fisica ma attraverso messaggeri chimici (neuropeptidi, ormoni, neurotrasmettitori, citochine, ecc), le donne che soffrono di pancia gonfia, stipsi, meteorismo e colon irritabile vanno più soggette a problemi ginecologici».

Ecco i casi in cui è importante curare il terreno, focalizzando il proprio piano terapeutico a partire dall’intestino.

SE IL PROBLEMA È IL DOLORE PELVICO

Tensione addominale, dolori e fitte ricorrenti al basso ventre, all’altezza delle ovaie, appena sopra l’inguine. È il cosiddetto dolore pelvico cronico che interessa l’8% delle donne. È dovuto a uno stato infiammatorio del colon che può arrivare a interessare anche gli annessi, cioè le tube e le ovaie, anche se ecograficamente non si evidenzia nulla di patologico.

«È frequente nelle donne stressate o in marcato sovrappeso, in quelle che fumano e seguono un’alimentazione sregolata, ricca di alcolici, fast-food, fritti, insaccati, piatti pronti, cibi in scatola (pieni di conservanti) e dolciumi vari», premette il dottor Franco Vicariotto.

  • «La prima regola, quindi, riguarda lo stile di vita e la modifica delle proprie abitudini alimentari, premessa fondamentale per venire a capo dei dolori pelvici. Poi, è bene detossificare l’intestino. Io consiglio l’assunzione ciclica di idrogel di silicio (Enterosgel), in grado di assorbire selettivamente le sostanze tossiche depositate sulla mucosa intestinale. Ogni 3 mesi si fa un ciclo di due settimane, per una depurazione profonda».

Lo step successivo consiste nel riparare le pareti intestinali che, molto probabilmente, hanno perso la loro funzione di barriera lasciando passare sostanze normalmente filtrate, quali germi, tossine, farmaci e frammenti proteici (è la cosiddetta sindrome dell’intestino gocciolante).

  • «Per il reintegro della barriera intestinale, si può assumere per un mese una bustina al giorno di Colostro Noni, un rimedio naturale a base di due componenti: il colostro bovino, che è il “primo latte” dei mammiferi, e il succo di Morinda Citrifolia, pianta indiana conosciuta con il nome di Noni», prosegue il dottor Vicariotto.

«Entrambi le apportano aminoacidi, enzimi, vitamine, minerali, immunoglobuline, lattoferrina e fattori di crescita che riparano le falle della mucosa gastrointestinale, come dimostra uno studio pubblicato nel marzo 2014 sul Minerva Gastroenterology e Dietological Journal».

Infine, dopo aver ripulito e riparato, occorre ripopolare l’ambiente intestinale di batteri buoni, assumendo per tre mesi specifici ceppi di probiotici microincapsulati e gastroprotetti. I più efficaci? Un’associazione di Lattobacillus Rhamnosus, Plantarum e Salivarius.

 

Fonte: un estratto da un bel servizio di Rossella Briganti su Starbenedel 5/09/17, con la consulenza del dottor Franco Vicariotto, Ginecologo all’ospedale Humanitas-San Pio X di Milano
Fonte immagine: https://www.valdovaccaro.com/rimettere-ordine-la-flora-intestinale/

 

 

 




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