Cotonatura dei capelli: facciamo un po’ di storia!

 

1950 Gli anni Cinquanta segnano l’inizio dei capelli cotonati, perché era un modo per tenerli in ordine, generalmente lisci e cotonati sulla nuca, cosi da risultare vaporosi, ma sobri ed eleganti. Mai volgari. Il prodotto molto in voga allora per la cotonatura era la lacca e, proprio per questo, le chiome sembravano incollate.

  • 1960 Negli anni Sessanta la cotonatura diventa quasi d’obbligo fra le donne di tutte le età. Via libera alle chiome vaporose, alle frange bombate, alle geometrie. Icona di quegli anni anche per i suoi capelli ipercotonati è Brigitte Bardot, un sex symbol che ha fatto epoca. Audrey Hepburn, invece, nel film Colazione da Tiffany sfoggia un raccolto estremamente voluminoso, cosiddetto “ad alveare”, fissato con grosse dosi di lacca e pettinato verso l’alto che ricorda, appunto, un alveare.

1970 Negli anni Settanta la cotonatura diventa meno importante. È l’epoca della rivoluzione e della ribellione anche in fatto di capelli. Le donne vogliono sentirsi libere dai vincoli e da cliché. E così la cotonatura diventa più spettinata, con i capelli non più lisci, ma mossi. La moda segue lo stile hippy, che prende il sopravvento con cotonature ricce stile “afro”.

  • 1980 La vera esplosione della cotonatura è negli anni Ottanta. I capelli sono gonfi, eccessivi. Anche i ricci sono esagerati.

1990 Negli anni Novanta c’è un’inversione di tendenza. Si diminuiscono i volumi, lasciando cotonate solo la frangia o la parte alta del capello. Mai tutta la chioma

  • OGGI La cotonatura è molto cambiata. È più sobria e più discreta.

 

Fonte: estratto da un servizio di Lilia Gentili su Più Sani Più Belli, ottobre 2018




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