Problema con il latte? Potrebbe essere allergia o intolleranza…

Ci sono due motivi per limitare o eliminare il latte di mucca e derivati dalla propria dieta e optare per le alternative: l’allergia e l’intolleranza.

Fa chiarezza sulle differenze Donatella Macchia, responsabile del servizio allergie e intolleranze alimentari all’Azienda sanitaria di Firenze.

ALLERGIA

È una malattia del sistema immunitario, che reagisce all’assunzione delle sieroproteine contenute nel latte (come caseina o alfa e beta-lattoglobulina) producendo erroneamente anticorpi del tipo IgE.

L’allergia al latte è scritta nel codice genetico, cioè si manifesta in soggetti predisposti, spesso affetti da altre allergie alimentari o respiratorie, oppure da dermatite atopica.

  • Sintomi: si va dai disturbi gastrointestinali alle reazioni tipiche delle altre allergie alimentari (prurito, orticaria, difficoltà respiratorie, tachicardia e nei casi più gravi anche shock anafilattico).
  • Diagnosi: si ricorre al test sierologico, cioè a un’analisi del sangue per la ricerca degli anticorpi IgE, oppure al test cutaneo, il cosiddetto prick test, che consiste in una puntura superficiale della cute eseguita attraverso il reattivo contenente le proteine del latte per verificare l’eventuale reazione con gli anticorpi IgE specifici presenti immediatamente sotto la pelle. Entrambi gli esami, da effettuare presso lo specialista allergologo, consentono di stabilire l’esistenza dell’allergia e comprenderne la gravità e se questa potrà attenuarsi nel corso degli anni.
  • Alimenti consentiti: latti vegetali (di soia, di riso, di avena o di mandorla).
  • Alimenti da evitare: Latte senza lattosio, latte vaccino e tutti i suoi derivati (yogurt, formaggi, panna, burro).

INTOLLERANZA

È l’incapacità di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, e di scomporlo nei due zuccheri semplici assimilabili dall’organismo, il glucosio e il galattosio.

Il motivo? È da addebitare alla carenza della lattasi, l’enzima preposto alla digestione del lattosio. L’enzima può mancare fin dalla nascita (condizione estremamente rara, che mette a rischio la sopravvivenza) oppure può diminuire durante l’età adulta, anche in seguito a patologie.

  • Sintomi: sono più o meno intensi a seconda del grado di intolleranza al lattosio e di quanto se ne è assunto. Sono nausea, mal di pancia e di testa, gonfiore addominale, diarrea, vomito, stanchezza.
  • Diagnosi: si ricorre al test del respiro o breath test, da effettuare in strutture dedicate, la cui interpretazione necessita di consulenza medica. Questo esame misura la quantità di idrogeno prodotto nell’intestino nei caso di malassorbimento del lattosio.
  • Alimenti consentiti: latte senza lattosio, latti vegetali, yogurt, formaggi ben stagionati.
  • Alimenti da evitare: latte vaccino, formaggi freschi, panna e, nei casi più gravi, burro.
  • Attenzione: in farmacia si trovano prodotti che possono aiutare a reintrodurre il lattosio, ma la gestione di questa intolleranza necessita di consulenza medica e va evitato il fai da te.

Fonte: tratto da un bellissimo servizio di Cristina Piotti su Ok Salute e Benessere, marzo 2016

La redazione di Bellezza & Benessere consiglia: Latte? No, grazie! Intolleranze, allergie e malattie da latte e latticini

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