Oggi parliamo di iridologia!

È un metodo per diagnosticare le malattie di una persona, riconoscendole da anomalie scolpite nell’iride, la parte colorata dell’occhio. Secondo questa dottrina, l’occhio è una finestra aperta sui disturbi del corpo.

Macchie di vari colori, punti neri, sbarrette, fiocchi bianchi, archi di cerchio, fessure, stampati nell’iride formano le lettere di un alfabeto che racconta in codice la storia delle malattie passate e di quelle in atto al momento dell’esame.

Decenni di osservazioni hanno consentito ai capiscuola di disegnare una mappa delle iridi divisa in dodici settori, come il quadrante dell’orologio, sui quali trovano posto, secondo un codice complesso ma decifrabile, tutti gli organi e le funzioni vitali. La metà destra del corpo è riflessa nell’iride destra, l’altra metà in quella sinistra.

Gli organi pari (come i reni e i polmoni) figurano su entrambe le iridi, quelli spari (per esempio, il fegato o il cuore) solo su una.

La localizzazione di un segno irideo suggerisce, dunque, quale organo è colpito dalla malattia, mentre i suoi caratteri (colore, forma) gettano luce sulla natura del disturbo.

  • Per leggere i segni sull’iride bastano una lente di ingrandimento e una lampadina a pila puntata in senso obliquo sull’occhio. Ma gli iridologi più all’avanguardia eseguono una iridografia, ossia una fotografia ingrandita di ambedue gli occhi, realizzata con una macchina fotografica montata su un microscopio oculistico.

La foto (o la diapositiva) consente un esame più dettagliato delle iridi. E, se fatta a scadenze fisse, dà l’opportunità di sorvegliare il decorso della malattia o gli esiti di una cura.

 

Fonte: tratto da un vecchio articolo sullo speciale “Medicina Naturale”, allegato a Viversani e Belli n°18/1995

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