L’efficacia delle medicine si misura anche a tavola

anziani_felici-831x560Il Centro Parkinson-ICP di Milano, diretto dal professor Gianni Pezzoli, ha studiato le abitudini alimentari dei malati di Parkinson, al fine di fornire corrette indicazioni nutrizionali ai pazienti in terapia farmacologica.

Lo, studio ha analizzato 600 pazienti, provenienti da diverse regioni italiane, confrontate con 600 controlli di persone sane, un software ha allineato e confrontato i risultati.

E’ emerso che i pazienti hanno un’assunzione di calorie significativamente maggiore (di circa 400 calorie), rispetto alle persone sane, nonostante abbiano minore peso, minore indice di massa corporea e uno stile di vita più sedentario.

Inoltre, vi è un’assunzione significativamente maggiore di tutti i macronutrienti (ad esempio le proteine) e i micronutrienti, ad eccezione di vitamina B12, calcio e vitamina D.

  • L’assunzione di proteine è legato all’aumento del fabbisogno di Levodopa.

Nei pazienti Parkinson si osserva una prevalenza di stipsi del 47% rispetto al 7% dei controlli sulle persone sane e un’idratazione inferiore rispetto ai controlli, quindi, i malati di Parkinson bevono meno acqua anche se introducono più fibra (anche la presenza di stipsi è legata all’aumentato fabbisogno di Levodopa).

  • «La dieta a controllato apporto proteico e la regolarizzazione dell’alvo, sono due punti chiave nell’ottimizzazione del trattamento con Levodopa – ha dichiarato la dottoressa Michela Barichella, del Centro Parkinson di Milano».

Ecco i consigli:

  1. Levodopa a stomaco vuoto, almeno 30 minuti prima del pasto
  2. Spostare le proteine (carne, pesce, formaggio, affettati, legumi, uova) alla sera
  3. Pranzo vegetariano con primo piatto asciutto e verdura
  4. Pasti piccoli frequenti, facilitano lo svuotamento dello stomaco
  5. Preferire spuntini freschi e morbidi per evitare la disfagia
  6. Bere almeno 2 litri d’acqua, possibilmente ricca di calcio
  7. Pesarsi 1 volta a settimana
  8. Fare fisioterapia quotidiana
  9. Camminare ed esporsi al sole almeno 20 minuti al giorno

Sintesi dell’articolo pubblicato da La Nazione, 6 dicembre 2015

 

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