Fedeltà a un look: insicurezza o rigidità?

Che cosa spinge una persona, uomo o donna è indifferente, a vestirsi sempre nello stesso modo? Per esempio, tutti i giorni in grisaglia, oppure solo con abiti bianchi, o ancora sempre con un paio di jeans e una camicia button down?

Spiega Beatrice Benelli, professore ordinario di psicologia dello sviluppo linguistico e sociale all’Università di Padova:

  • «Dietro a questa apparente stranezza, si può celare un conservatore, che segue un suo stile immutabile. Tipo: ho scoperto che il nero mi smagrisce, che un abito elegante mi conferisce autorevolezza, che il pantalone mi rende più giovanile, che quel modello di maglia mi sta comodo, che quel determinato colore mi dà un tono e allora non vario il guardaroba. Negli uomini, in genere, si aggiunge un pizzico di pigrizia che nelle donne c’è meno.
  • Diverso è il caso di chi non riesce a staccarsi da un certo modello di golfino o da quella determinata tinta e che entra in uno stato di ansia se deve per una qualsiasi ragione cambiare tipologia di indumento.
  • Questo attaccamento a un tipo preciso di abito può derivare da profonde insicurezze: mi viene in mente una donna che indossa sempre un abito informe, come una gonna lunga molto larga o un ampio camicione, perché fatica ad accettare la sua immagine corporea. Ma la fedeltà a un look potrebbe essere dettata anche da una forte rigidità interiore, che rende la persona incapace di aprirsi ai cambiamenti, anche a quelli piccoli e insignificanti».

 

Fonte: tratto da un servizio di Carla Galante su “Speciale Ok Estate”, luglio 2016




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