Sale sì, ma iodato!

Sale sì, ma iodato!

Gli italiani mangiano troppo sale, a casa e fuori: circa il doppio, ovvero 10 grammi, a fronte dei massimi 5 grammi al giorno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda ormai da anni.

È noto a tutti che troppo sale – a tavola e con il consumo di prodotti conservati e confezionati, a volte insospettabili come biscotti, prodotti da forno e snack di vario genere – è dannoso e rappresenta un accertato fattore di rischio per l’ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari.

Poco ma buono

È dunque molto importante ridurne a poco a poco il consumo durante i pasti e imparare a scegliere i prodotti conservati e confezionati anche in base alla quantità che ne contengono. “Poco sale ma iodato“: questo lo slogan che da anni accompagna le campagne di comunicazione pubblica per ridurre il consumo di sale. A tavola e per cucinare meglio il sale iodato del comune sale da cucina.

  • Sebbene il contenuto di sodio – principale imputato per i problemi cardiovascolari – sia lo stesso, il sale iodato ha un valore aggiunto: è arricchito di un prezioso nutriente, lo iodio appunto, essenziale per il corretto funzionamento della tiroide, organo responsabile della produzione di ormoni, della regolazione del metabolismo energetico e di tantissime altre funzioni dell’organismo.

La quantità di iodio assunta con gli alimenti – è contenuto soprattutto nel pesce e in alcuni tipi di verdure, come spinaci, bieta, zucchine e cime di rapa — è insufficiente a garantirne l’adeguato apporto giornaliero.

Per aggiunta

Allora il metodo più efficace ed economico per prevenire le malattie da carenza di iodio (prima di tutte il gozzo) consiste proprio nel mettere in tavola il sale iodato.

Basti pensare che in Italia, sin dal 2005, una legge impone che i punti vendita assicurino la contemporanea disponibilità di sale arricchito con iodio e di sale alimentare comune (quest’ultimo fornito solo su specifica richiesta del consumatore) e che questa semplice misura è bastata, negli anni, a ridurre in maniera significativa la carenza di iodio nella popolazione.

Il sale iodato può essere consumato da tutti: bambini, adulti, anziani, donne in gravidanza e in allattamento, così come dalle persone che hanno malattie della tiroide, proprio perché non è un farmaco ma una naturale, valida, aggiunta alla dieta.

Va conservato al riparo dalla luce e dall’umidità, proprio come il comune sale da cucina, ed è disponibile nelle varianti fino e grosso.

 

Fonte: un articolo di Ersilia Troiano tratto da Nuovo Consumo
Fonte immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Salt_shaker_on_white_background.jpg

 

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