Alzheimer: quando intervenire?

 

 

Il cervello è dotato di neuroni di riserva, che vengono chiamati in gioco quando la neurodegenerazione (attivata, per esempio, dalla proteina beta-amiloide) provoca la scomparsa di neuroni. Nel momenti in cui le riserve sono terminate, compaiono i primi sintomi della malattia.

Si comprende quindi che anticipare al massimo la diagnosi, innanzitutto non ignorando i campanelli d’allarme e rivolgendosi tempestivamente al medico specialista che, effettuando test ed esami quali la risonanza magnetica che evidenzia il livello di “salute cognitiva” del nostro cervello, permette di salvaguardare i circuiti cerebrali per un periodo più lungo.

Purtroppo non tutti abbiamo la medesima riserva neurale che – oltre a essere geneticamente determinata – può essere aumentata o diminuita in funzione di alcuni aspetti legati allo stile di vita. Per esempio, l’attività intellettuale favorisce la predisposizione di circuiti di riserva, mentre i traumi cranici, l’abuso di alcool o sostanze stupefacenti ne riduce notevolmente il quantitativo.

Rallentare la perdita delle funzioni cognitive:

Fondamentale seguire tra stile di vita che preveda attività fisica per almeno 45 minuti tutti i giorni e l’esecuzione di compiti cognitivi: scrivere, leggere, fare il cruciverba, risolvere problemi.

  • Sì alla dieta mediterranea, con cui si inseriscono giuste dosi di carboidrati, vitamine e grassi che mantengono vivi i circuiti della memoria. Sì a noci, mandorle, arachidi, ricche di vitamina E, che favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi e attiva la formazione di mielina, isolante delle fibre nervose.

Per una persona affetta da demenza o da forme di decadimento cognitivo, è consigliabile ridurre il consumo di grassi di origine animale. Sì invece ai cereali integrali in chicco, legumi, pesce di prima qualità, semi di lino (acidi grassi omega 3), olio extravergine d’oliva, verdura e frutta di stagione.

 

Fonte: un articolo di Maria Angela Masino su Più Sani Più Belli, settembre 2017 – con la consulenza della dottoressa Roberta Chiloiro, Medico Geriatra dell’Alzheimer presso il Centro Diurno Alzheimer Gocce di Memoria a Giovinazzo (Bari) e ASL Foggia



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