Tennis da tavolo: piccola racchetta, grande impegno!

Il tennis da tavolo è un’attività sportiva che fa lavorare in modo intenso cuore e muscoli. Con qualche controindicazione.

A che età si comincia?
A otto-dieci anni, mentre non esiste un’età limite, se le condizioni fisiche lo consentono.

Quali sono i suoi vantaggi?
Sviluppa la concentrazione, la prontezza di riflessi e la coordinazione tra occhi e mani. È un allenamento anche per la vista, perché costringe l’occhio a spostare continuamente l’attenzione tra un punto vicino e uno lontano.

Chi non può?
Chi ha problemi ai legamenti degli arti inferiori oppure soffre di mal di schiena, di scoliosi, cifosi o disassamento della colonna vertebrale.

Quali problemi comporta?
Di solito, non espone a nessun rischio di infortunio o di incidente, ma se praticato intensamente può causare qualche disturbo, perché è uno sport asimmetrico, che impegna in modo particolare il deltoide, il bicipite e i muscoli brachiali del braccio che impugna la racchetta, mentre fa lavorare molto il quadricipite femorale della gamba opposta. Quindi, è bene prevedere un allenamento che faccia lavorare anche le altre parti del corpo.

Aerobico e anaerobico
Durante una normale partita di tennis da tavolo, il cuore è particolarmente sollecitato. Infatti, è stato verificato che la frequenza dei battiti cardiaci sale a 160 pulsazioni al minuto, e in alcuni casi – per esempio durante un incontro particolarmente importante – può toccare anche i 190 battiti.

Dunque si tratta dì uno sport con caratteristiche aerobiche, e che per questo allena la resistenza e il sistema cardiovascolare. Ma non solo: richiedendo scatti brevi e ripetuti, sviluppa anche la capacità anaerobica, tipica degli sport che si basano sulla velocità e sullo sforzo breve e intenso.

Fonte: un articolo di Guido Rossi, tratto da Benefit, marzo 2003



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