L’osteopatia diventa professione sanitaria!

L’attore Neri Marcorè la considera un toccasana per la colonna vertebrale, l’étoile Roberto Bolle trova sollievo per i muscoli affaticati, mentre cantanti come Madonna o Lady Gaga vi si affidano per curare la loro ugola d’oro.

L’osteopatia, dal greco ostéon, osso, e pàthos, sofferenza, fondata ufficialmente nel 1874 dal medico Andrew Taylor Still a Kirksville, una piccola città del Missouri, è in realtà nota fin dall’antichità e praticata nella medicina egizia, greca, araba.

«Si tratta di una disciplina che, attraverso la valutazione globale della persona, interviene sui meccanismi che permettono il mantenimento della salute, individuando le alterazioni che ne modificano il funzionamento (disfunzioni somatiche), provocate da “insulti stressanti”, sia interni che esterni», spiega Paola Sciomachen, presidente del Registro degli osteopati d’Italia, l’associazione di categoria nata nel 1989, che conta attualmente quasi tremila iscritti.

«Queste ultime si manifestano soprattutto sul sistema muscolo-scheletrico attraverso il dolore e la riduzione del movimento. Utilizzando tecniche specifiche, tutte esclusivamente manuali, l’osteopatia stimola il ripristino della mobilità a livello dei sistemi circolatorio, respiratorio, fasciale, nervoso, muscolo-scheletrico, in un’ottica di integrazione e complementarietà con le altre discipline sanitarie».

Numerosi studi scientifici (solo in Italia ne sono stati condotti circa 8.500) hanno dimostrato che l’osteopatia dà benefici in caso di mal di schiena (lombalgia), reflusso gastroesofageo, sindrome del colon irritabile, dolore al coccige (coccigodinia), mal di testa (cefalea tensiva), disturbi della voce (disfonia), dolori mestruali (dismenorrea).

Questa disciplina ha il vantaggio che, non utilizzando farmaci né altri dispositivi, può essere impiegata senza rischi anche nelle donne in gravidanza, nei neonati, nei bambini.

A fronte di risultati comprovati, l’osteopatia, professione sanitaria negli Stati Uniti e, per quanto riguarda l’Europa, regolamentata in Francia, Portogallo, Gran Bretagna, Svizzera, Turchia, Islanda, Malta, Lichtenstein, in Italia non aveva nessun riferimento giuridico. Almeno fino allo scorso dicembre, quando, dopo anni di lavori, è stato approvato il disegno di legge Lorenzin sulla riforma degli Ordini, che ha identificato la professione sanitaria di osteopata.

La stessa legge prevede che nei prossimi sei mesi vengano definite le competenze e il percorso formativo universitario dell’osteopata, il Registro degli osteopati d’Italia, in coordinamento con la Società italiana di pedagogia medica (Sipem), si è subito messo al lavoro per stilare la prima classificazione delle funzioni e delle attività esclusive di questo professionista della salute.

  • «Un passo avanti importante per garantire la qualità delle prestazioni e la sicurezza dei pazienti», commenta Emilia Grazia De Biasi, presidente della commissione Igiene e sanità del Senato, «che avranno finalmente la certezza di rivolgersi a un esperto abilitato».

 

Fonte: un articolo di Paola Arosio, tratto da Ok Salute e Benessere, marzo 2018

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