Il sale serve alle cellule!

Sale è il termine comune per il cloruro di sodio che nelle cucine di tutto il mondo viene usato per dare più sapore al cibo e spesso anche per conservarlo.

Dal punto di vista storico, per molti secoli il sale è stato molto più che un condimento: nelle civiltà antiche, il possesso di sale era un fattore di ricchezza, e per questo veniva offerto agli dei ed era usato come moneta di scambio.

Il termine “salario” deriva dall’usanza dell’antica Roma di pagare le truppe con una certa quantità di sale.

A che cosa serve

Nell’organismo, il sodio agisce in coppia con il potassio per regolare l’equilibrio tra l’interno della cellula (in cui prevale il potassio) e il compartimento extracellulare (dove invece abbonda il sodio), allo scopo di mantenere costante il potenziale elettrico della membrana cellulare.

Quindi si tratta di una sostanza importante per il corretto funzionamento dell’organismo, a patto però di non esagerare nella quantità.

Se ce n’è troppo

In media un adulto ha dagli 83 ai 97 grammi di sodio in corpo. Se questa concentrazione aumenta, il sale si lega all’acqua nei fluidi extracellulari, causando innanzitutto ritenzione idrica, e poi ipertensione e conseguenti problemi a livello cardiovascolare.

Secondo i dati dei nutrizionisti, 3-5 grammi di sodio al giorno sono più che sufficienti per le esigenze dell’organismo, e questo fabbisogno può aumentare solo in caso di abbondante sudorazione.

Invece, attraverso l’alimentazione ogni italiano introduce in media dai 10 ai 12 grammi di sodio, la metà dei quali attraverso i cibi che già lo contengono (dal latte ai salumi al pane), e l’altra salando le pietanze.

Fonte: tratto da un articolo di Fiorenza Auriemma, su Benefit ottobre 2003

 

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