Estratti vegetali: che cosa sono, come si preparano?

Che cosa sono?

L’utilizzo dei vegetali e derivati a fini curativi è nato praticamente con l’uomo stesso e, tramandato di generazione in generazione, è progredito nel corso dei millenni, nelle varie civiltà e culture.

Nelle società non occidentali, gli estratti vegetali sono utilizzati efficacemente come rimedi erboristici da migliaia di anni. Naturalmente questi rimedi non possono sostituire le tecniche scientifiche e i farmaci messi a punto dalla medicina occidentale ma spesso possono essere un’importante integrazione nel nostro programma di salute.

Gli integratori a base di estratti vegetali sono costituiti esclusivamente da una droga o da una preparazione vegetale.

  • Le sostanze attive vegetali sono delle miscele complesse di composti chimici (fitocomplessi) e non singoli componenti chimici come avviene nel caso della maggioranza dei farmaci attualmente in uso (farmaci monomolecolari); da ciò deriva che i prodotti vegetali possiedono delle caratteristiche specifiche che derivano sia dalla contemporanea presenza di composti con attività biologiche individuali distinte, sia da interazioni che possono avvenire fra questi composti; il risultato è che il fitocomplesso esercita un’azione nell’organismo diversa da quella di ciascuno dei singoli composti che lo costituiscono.

Come si preparano? 

Vengono ottenuti con metodiche che garantiscono la standardizzazione dell’estratto e forniscono un prodotto finale sicuro. Le parti utilizzate per realizzare un estratto vegetale variano da pianta a pianta (foglie, fiori, frutti, semi, corteccia, rizoma, radice o intera pianta), poiché i vari costituenti chimici possono essere localizzati nelle diverse parti della pianta.

Il processo di essiccazione a cui le piante vengono sottoposte serve ad arrestare i processi fermentativi che si sviluppano dopo il raccolto. I metodi estrattivi consentono una maggiore biodisponibilità e stabilità nel tempo e permettono un facile dosaggio per l’ottenimento di una terapia specifica.

  • La standardizzazione è un metodo di preparazione che consente di ottenere un estratto i cui principi attivi naturali siano qualitativamente e quantitativamente costanti.

La titolazione è la valutazione quantitativa (di solito espressa in percentuale sull’estratto secco) del contenuto della sostanza attiva più importante. Il titolo affinché abbia un effetto benefico non deve essere inferiore al livello riportato dai maggiori studi scientifici.

Per esempio la titolazione del ginkgo biloba deve essere al 24% in flavonoidi e al 6% in derivati triterpenici affinché si ottengano risultati ottimali.

 

Fonte: Lonelife Nutritional Supplements, mini guida 2016




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