Alla scoperta della chiropratica!

La chiropratica è un trattamento basato sulla manipolazione della colonna vertebrale. Il termine “chiropratica” deriva dal greco cheiro che significa “mano” e da praktikos che vuol dire “pratica”.

Questa disciplina fu sviluppata nel 1895 dall’osteopata canadese David Daniel Palmer.

Dopo aver eseguito un’analisi completa della spina dorsale (fondamentale dal momento che la spina dorsale protegge il sistema nervoso centrale, cosicché quando un nervo è immobilizzato tra le vertebre può causare problemi in ogni parte del corpo), il compito del chiropratico consiste nel riposizionare la vertebra tramite una manipolazione gentile e specifica, in modo che l’interferenza sparisca, consentendo ai messaggi di arrivare a muscoli, organi e ghiandole, nel modo appropriato.

  • La chiropratica riconosce che la guarigione avviene dall’interno, cioè attraverso un funzionamento armonico dell’intero corpo sotto il controllo del cervello: per questo il chiropratico non tratta i sintomi, bensì corregge le sublussazioni vertebrali.

La prima seduta è generalmente di tipo diagnostico: si parte controllando la postura del paziente e, se necessario, s’impiegano i raggi x per un’indagine più approfondita. Fatto sedere o sdraiare il paziente, il terapista muove lentamente una vertebra fino a un punto massimo di spostamento, poi, velocemente, la spinge oltre.

Questo allungamento improvviso serve a distendere e rilassare gli spasmi muscolari. Proprio perché fatto alla sprovvista, lo sblocco dell’articolazione 3 risulta relativamente indolore.

Per ottenere risultati stabili sono necessari quattro stadi di cura:

  • cura iniziale intensiva,
  • stabilizzazione,
  • riabilitazione, 
  • mantenimento

 

Fonte: tratto dal libro “Shiatsu” di Vanessa Bini




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