Pressione, colesterolo e cuore. La medicina giusta è l’olio d’oliva!

Risultati immagini per olio extravergine d'oliva a tavolaCom’è che a Giuseppe Caramia, primario emerito di Pediatria, è venuto in mente di partecipare a un libro che tratta dell’olio extra vergine d’oliva?

«Negli anni Sessanta lavoravo alla clinica pediatrica di Modena con il professor Pachioli. Mi disse di occuparmi di lipidi nel latte perché stava arrivando in reparto un nuovo macchinario, un gascromatografo. Così studiai insieme a un chimico le caratteristiche dei diversi grassi. Notai che la composizione di acidi grassi nell’uomo era simile in percentuale a quella dell’olio d’oliva».

Fu quella la scintilla?

«No, venne subito dopo. Lavoravo nel reparto dei bimbi malati cronici. Quelli che soffrivano di diarrea venivano nutriti con flebo di glucosato, ma non crescevano. Così pensammo di aggiungergli nella dieta olio d’oliva e parmigiano, stagionato 36 mesi, perché così perde le proteine allergizzanti. Funzionò. Con glucosato, olio d’oliva e parmigiano i bambini crescevano. Da quel momento mi sono appassionato ai lipidi».

Risultati immagini per dieta mediterraneaNel libro si racconta come Ancel Keys, biochimico americano, padre delle razioni K durante la Seconda Guerra Mondiale, scoprì la dieta mediterranea.

«Sì, venne in Italia insieme alle truppe americane e poi ci tornò negli anni Cinquanta. Fece uno studio comparativo tra sette Paesi, tra cui l’Italia e capì che le nazioni con diete a prevalenza di olio d’oliva tra i grassi, avevano minor incidenza di patologie cardiovascolari».

A cosa è dovuto questo effetto?

«Partiamo dal fatto che noi non possiamo vivere senza grassi. E tra i grassi l’olio d’oliva produce notevoli benefici: contiene sostanze che riducono la pressione, perché migliorano l’elasticità dei vasi sanguigni, altre che prevengono la trombosi, grazie all’acido oleico. Poi, fa diminuire il colesterolo cattivo, l’Ldl, perché ne favorisce il trasporto al fegato che lo deve smaltire. E migliora la funzionalità delle cellule».

Quindi, una dieta equilibrata non può farne a meno

«Gli antichi lo avevano già capito, i contemporanei l’hanno dimostrato. A noi non resta che farne buon uso con l’equilibrio necessario».

 

Articolo del professor emerito di Pediatria Giuseppe Caramia – fonte La Nazione, 20 novembre 2016

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