Nutrition Foundation: oltre i 70 anni, una maggiore assunzione di vitamina B6 nelle donne e di vitamina B12 negli uomini appare associata a riduzione del rischio di depressione!

vitamina BQuesto studio canadese, durato 4 anni (Québec Longitudinal Study on Nutrition and Aging-NuAge), ha valutato la possibile associazione tra adeguati introiti di vitamina B6, B12, o folati e rischio di depressione in una popolazione sana, maschile e femminile, dai 70 anni in poi.

  • Oltre i 50 anni, l’assunzione raccomandata di vitamina B6 è pari a 1,3 mg/die nelle donne e a 1,4 mg/die per gli uomini; nel caso della B12 l’assunzione raccomandata è identica nei due sessi (2,0 mcg/die), così come per i folati da introdurre con l’alimentazione, pari a 320 mcg/die.

Nello studio canadese, si è visto che questi livelli erano già raggiunti nei terzili inferiori di assunzione. È stato quindi interessante mettere in luce quanto un introito superiore a quanto raccomandato sia in grado di contrastare il rischio di depressione. Nello specifico è emerso che:

  • Vitamina B6: aggiustando i dati per età, attività fisica, salute psicofisica ed eventi stressogeni recenti, si è visto che le donne nel terzile maggiore di assunzione di vitamina B6 (≥1,71 mg/die) mostravano un rischio di depressione del 43% inferiore nei tre anni di osservazione, rispetto alle donne nel terzile inferiore (≤1,33 mg/die). Negli uomini non emerge invece alcuna associazione.
  • Vitamina B12: aggiustando i dati per tutte le variabili già citate, risulta che gli uomini nel terzile maggiore di assunzione (≥4,79 mcg/die) mostravano una riduzione del 58% del rischio di depressione, se confrontati con gli uomini nel terzile inferiore (≤3,16 mcg/day). Il dato non dipende dall’introito energetico totale. Nelle donne non emerge alcuna associazione.
  • Folati: non considerando alcun fattore confondente, il rischio di depressione è inferiore nelle donne con il maggior introito alimentare di acido folico (≥390 mcg/die), ma l’effetto scompare una volta che si tengono in conto i fattori confondenti. Non esiste alcuna associazione invece per il sesso maschile.

Gli Autori concludono che, al di là dell’ovvia necessità di mantenere un adeguato introito vitaminico per il mantenimento dello stato di salute nella popolazione anziana, il possibile effetto di apporti più elevati di queste specifiche vitamine contro la depressione suscita interesse.

Sono tuttavia necessari studi di intervento mirati per confermare tali osservazioni.

 

Notizia tratta dal sito Nutrition Foundation, a questo link trovi la notizia originale, anche in lingua inglese – 14-01-2016 – Gougeon L, Payette H, Morais JA, Gaudreau P, Shatenstein B, Gray-Donald K. Eur J Clin Nutr. 2015 Dec 9. doi: 10.1038/ejcn.2015.202.

 

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