Musicoterapia…

E’ una disciplina che ha lo scopo di curare attraverso il suono.

Ascoltare musica o far musica ha il potere di modificare molte funzioni del corpo umano.

Cuore e polmoni, fegato e reni vengono eccitati dai suoni rapidi e giocondi, e anche i muscoli acquistano vigore, resistendo meglio alla fatica.

La forza sanatrice della musica non tocca solo il fisico, ma anche la mente. Ed è ormai accettato come essa agisca in modo efficace sull’anima incline a disgregarsi a causa di una malattia mentale, o di un eccesso di stress.

Fra i padri della musicoterapia va citato l’argentino Rolando Benenzon, autore, tra l’altro, di studi che hanno dimostrato la capacità del feto di recepire suoni, già al secondo mese di gestazione.

  • Al sesto e settimo mese di vita, sono state accertate reazioni diverse del nascituro al timbro di voce maschile e femminile.

Le tecniche sfruttate dai musicoterapeuti sono due. La prima consiste nell’ascolto passivo di musiche preregistrate; la seconda nella produzione attiva di suoni con la voce o strumenti da parte dei pazienti.

Il lavoro terapeutico viene svolto in gruppi da 6 a 8 persone. Nei casi più seri, però, bisogna lavorare individualmente.

In Italia, la terapia con i suoni viene applicata nella cura dei disturbi emotivi e psicologici, nelle nevrosi, nelle difficoltà di linguaggio (balbuzie), nei disturbi della personalità, nelle depressioni. E siccome riesce ad essere uno stimolante o un antidoto per quasi ogni emozione umana, la musica viene sfruttata per spezzare il circolo vizioso dell’ansia e dello stress.

Uno degli impieghi più diffusi del suono armonico riguarda il trattamento del ritardo mentale, specie nei bambini.

  • All’estero la musica viene utilizzata pure come anti-dolore. Si pensa che la zona del cervello attraverso la quale viene espressa e registrata la musica sia la stessa che blocca le sensazioni di dolore.

Come analgesico la musica viene impiegata durante estrazioni di denti, parti e piccoli interventi chirurgici.

Ad ogni modo, come tutte le medicine, anche la musica se presa in dosi eccessive può far male. Non solo può suscitare fenomeni isterici, ma anche ossessioni erotiche e nevrotiche.

Un tipico esempio di musica ossessiva è il famoso Bolero di Ravel.

Fonte: Speciale “Medicina Naturale”, allegato a Viversani e Belli, n° 18/1995

La redazione di Bellezza & Benessere consiglia: Manuale di musicoterapia. Contributo alla conoscenza del contesto non-verbale di Rolando Benenzon




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