Gastrite? Occhio alle infezioni da Helicobacter!

Si chiama Helicobacter Pylori (o HP) perché è un batterio a forma di elica che si annida nelle cellule della mucosa dello stomaco e del duodeno. Nella maggior parte dei casi, non dà problemi. A volte, però (e per cause ancora sconosciute), l’infezione da Helicobacter provoca disturbi che vanno dalla dispepsia, cioè cattiva digestione, alla gastrite fino all’ulcera peptica (nel 10% dei casi).

  • Se trascurata, l’infiammazione gastrica può, poi, causare microsanguinamenti dello stomaco, anemia e altre conseguenze. Ecco perché, se si sospetta un’infezione da Helicobacter, conviene fare subito gli accertamenti del caso.

La diagnosi Gli esami più attendibili sono l’Urea Breath Test (o test del respiro) e la ricerca degli antigeni fecali. Vanno prescritti dal medico e sono dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale.

Il contagio Non esiste un vaccino per l’HP e l’unica prevenzione possibile è la cura dell’igiene. Questo batterio, infatti, si trasmette per via oro-fecale e oro-orale, soprattutto nei primi anni di vita. Quindi è importante lavare bene le mani dei bambini, ma anche pulire con attenzione i neonati quando fanno piccoli rigurgiti, perché lì potrebbe annidarsi il batterio (che può rimanere silente per anni).

La nuova terapia Una volta accertata, l’infezione si cura con una combinazione di tre antibiotici più un protettore gastrico, da prendere per 10 giorni. Oggi una nuova terapia, a base di bismuto subcitrato potassio, metronidazolo e tetraciclina, combina i diversi principi attivi in un’unica pillola. Il vantaggio è che, oltre a essere più pratica, è anche più efficace: ha successo nel 93% dei casi.

Fonte: un articolo di Silvia Pigorini con la consulenza di Franco Bazzoli, ordinario di gastroenterologia dell’Università di Bologna




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