Diverticolite: quali cibi sono consigliati e quali limitare…


La diverticolite è la conseguenza di un accumulo di pressione nell’intestino crasso che assottiglia alcune zone della parete intestinale, formando estroflessioni sacciformi, i diverticoli. Questa patologia è nota con il nome di diverticolosi, che normalmente non provoca sintomi apparenti. Quando, però, i diverticoli si infiammano danno origine alla forma acuta della malattia, chiamata diverticolite.

Una dieta ricca di verdura, legumi, frutta e cereali integrali contribuisce a prevenirla, riducendone fino al 30% l’incidenza rispetto a chi adotta un’alimentazione comune, poiché le fibre in essi contenute accelerano il transito intestinale e aumenta la massa delle feci.

Durante un’infiammazione acuta, la dieta deve essere blanda (priva di spezie, fritti, alcolici) limitando quello che è il consumo di carboidrati raffinati come biscotti, torte e dolci. In questo lasso di tempo (in cui è sempre bene rivolgersi al medico per l’eventuale assunzione di antibiotici) sono consigliati brodi di carne, succhi di frutta privi di polpa (succo di mela), tè.

  • Appena l’infiammazione si sarà risolta, si potrà passare a una dieta mista (gradualmente si potrà reintrodurre il pane, meglio se integrale, la carne bianca, il pesce e i formaggi) e poi, via via, sempre più fibre.

Per evitare l’azione irritante della crusca è poi bene assumere le fibre da alimenti integrali e ricordarsi di bere molta acqua, almeno 1.5-2 litri al giorno, per favorire il transito intestinale. Su consiglio del medico può essere anche utile integrare la dieta con fibre solubili, come le mucillagini di psyllo (per esempio, Pysyllogel) che formano una massa gelatinosa che ammorbidisce le feci e ne aumentano il volume, facilitandone l’espulsione con minor sforzo.

  • Affinché questi prodotti possano avere pieno effetto è importante assumerli regolarmente, tutti i giorni, disperdendo la polvere in un grosso bicchiere d’acqua. Altra regola importante da ricordare è quella di assumerli a distanza di almeno un paio d’ore da altri medicinali, per evitare interferenze con il loro assorbimento.

Per molto tempo si è consigliato alle persone con diverticoli di non mangiare noci, frutti con piccoli semi, (per esempio, fragole e mirtilli), o pop corn, nella convinzione che parti di materiale indigeribile potessero annidarsi nei diverticoli e favorirne l’infiammazione. Uno studio condotto alcuni anni fa ha, invece, fugato questi timori, per cui queste restrizioni dietetiche non sono più ritenute necessarie.

 

Fonte: un articolo della dottoressa Evelina Flachi, nutrizionista specialista in Scienza dell’Alimentazione a Milano




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