Autismo: un aiuto dalle terapie comportamentali!

Si tratta di un disturbo dello sviluppo neurobiologico e può essere di grado diverso. I vaccini non rappresentano una causa.

L’autismo è un disturbo dello sviluppo neurobiologico, che tipicamente viene diagnosticato entro i 3 anni di vita. Le persone con autismo faticano a interagire in maniera adeguata con le persone e con l’ambiente. Hanno deficit persistenti della comunicazione sociale e dell’interazione. Hanno anche comportamenti che denotano interessi o attività ristretti e ripetitivi.

  • Esistono vari gradi di autismo. Viene definito come uno spettro in cui coesistono persone che hanno un funzionamento molto diverso. Questo diverso funzionamento può riguardare sia il livello intellettivo sia il comportamento adattivo. Il quoziente intellettivo di queste persone può, quindi, essere nella norma, essere superiore, o rientrare nel range della disabilità intellettiva.

Allo stesso modo il comportamento adattivo, cioè la capacità di esibire dei comportamenti utili per un buon adattamento nei contesti di vita quotidiana, può vedere funzionamenti tra loro molto diversi: da coloro che sono inseriti in cl ambiti lavorativi con profitto ad altri che presentano difficoltà ad assolvere elementari abilità di autoaccudimento. La grande variabilità può riguardare anche la capacità di comunicare.

Oggi non esiste una cura che permetta di “guarire” dall’autismo. Esistono tuttavia trattamenti che possono ridurne significativamente i sintomi e migliorare considerevolmente la qualità di vita di queste persone e dei loro cari.

Nel 2011 l’Istituto Superiore di Sanità, attraverso la sua Linea Guida 21, ha espresso esplicite valutazioni sui trattamenti con maggiori evidenze di efficacia, consigliando trattamenti di tipo comportamentale. Questi sono mirati a promuovere i comportamenti adattivi e ridurre quelli problematici. Ovviamente è fondamentale il coinvolgimento attivo della famiglia, ma anche dei contesti di vita più vicini al minore, come ad esempio la scuola.

L’autismo è una condizione di vita che permane per sempre. Per questo è importante sviluppare un sistema di sostegno, in età precoce e adulta, per promuovere inclusione sociale e lavorativa.

 

Fonte: tratto da Più Sani Più Belli, luglio 2016 – con la consulenza del professor Serafino Corti, Psicologo, Fondazione Italiana per l’Autismo (FIA) Direttore Dipartimento delle disabilità, Fondazione Sospiro Onlus




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