Alunni irrequieti. Le maestre vanno a scuola di yoga

Ora le asana si praticano anche tra i banchi e non solo in palestra, perché l’apprendimento migliora e lo stress diminuisce.

E’ dura per i bambini rimettersi seduti subito dopo la ricreazione, così come stare attenti il pomeriggio, quando la stanchezza avanza, o restare tranquilli appena prima di una verifica.

Ma ora, per gestire i momenti critici della giornata in classe, le maestre hanno un’arma in più: lo yoga.

Basta note disciplinari o compiti extra, le posizioni dell’antica disciplina indiana sono una valida alternativa quando è necessario riportare la tranquillità.

  • Ne è certa Roberta Repetto, insegnante di yoga per adulti e bambini, che ha avuto l’idea di un corso dedicato alle docenti delle scuole materne ed elementari.
  • L’iniziativa è partita, a Borzonasca, in provincia di Genova, ma sono già in programma seminari al centro-sud.

Una materia importante.

Non a caso, visti i benefici, confermati dalle ricerche scientifiche, questa antica disciplina è entrata nei programmi delle scuole già da qualche anno, grazie a un protocollo d’intesa tra ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Federazione Italiana Yoga.

  • Dalle primarie fino alle superiori, lo yoga fa parte dell’attività didattica accanto alla classica lezione di motoria o di educazione fisica.

«Non solo migliora la concentrazione ma aiuta, soprattutto i più piccoli, a gestire meglio le energie fisiche e mentali, con vantaggi anche per l’apprendimento. Diminuiscono le tensioni, si risolvono problemi posturali e aumenta la capacità di accettare il confronto con gli altri», conclude Repetto.

Sintesi dell’articolo di Irma D’Aria, fonte Starbene, 25 aprile 2016

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